Aggiornamenti da Twitter: Emanuele

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    giovedì 28 maggio 2009

    Tubo di Nixie

    Oggi un post un po' retrò: vi parlerò del tubo di Nixie.

    Più di una volta mi è capitato di vedere orologi basati sul tubo di Nixie e ogni volta hanno scaldato la mia curiosità. Con quel colore rossastro, intenso e l'alone che emanano nell'ambiente intorno. Ma vediamo di capire cos'è e come è fatto.

    Il tubo nixie è un display numerico costituito da un tubo simile alla valvola termoionica, al cui interno sono disposti una serie di elettrodi sagomati a forma delle dieci cifre decimali, sovrapposti uno sull'altro e leggermente distanziati tra di loro. Il tubo è provvisto di una serie di pin, ciascuno collegato ad un elettrodo; un pin comune è collegato ad una griglia posta a semicerchio intorno agli elettrodi.

    All'interno del tubo è contenuta una miscela di gas. L'accensione delle cifre avviene fornendo una tensione continua di circa 170 volt tra la griglia comune costituente l'anodo e uno degli elettrodi costituenti i catodi. La scarica di gas forma un alone di plasma intorno all'elettrodo, permettendone l'illuminazione.

    Dopo questi tecnicismi ecco un video per farvi innamorare di questo display molto usato per costruire spettacolari orologi dal sapore retrò

    martedì 26 maggio 2009

    Birra del Borgo Day

    Domenica sono andato al Birra del Borgo Day, un picnic organizzato dal birrificio omonimo per il quarto anniversario di attività.


    Il posto era a Borgorose in provincia di Rieti.


    Una giornata fantastica con dell'ottima birra, le spine erano 18 con quasi tutta la produzione Birra del Borgo più altri birrifici ospiti: Baladin, Opperbacco, Olmaia e Birrificio Maiella; nonostante l'elevato numero di spine e i valorosi demozimurghi (gruppo romano) che instancabili spillavano birra a gogo c'era spesso da fare la fila per poter riempire il proprio Teku (bicchiere disegnato da Teo per degustare la birra), vista l'elevata partecipazione.


    Comunque è stata una bellissima giornata.


    Ecco di seguito un po di foto.










































    martedì 19 maggio 2009

    Birra Artigianale vs Industriale

    Un'altra grande divisione per le birre è tra birra artigianale e industriale. La maggior parte di quella che si trova in giro è del secondo tipo; in Italia il mercato della birra artigianale non raggiunge nemmeno il 10% e ben pochi ne conoscono l'esistenza o le caratteristiche.



    La grande differenza tra le due è che la birra industriale subisce due fasi ulteriori rispetto a quella artigianale: filtrazione e pastorizzazione.



    Filtrando la birra prima di essere imbottigliata o infustata si eliminano tutte le particelle di lievito presenti, con la pastorizzazzione invece si vanno a modificare le proprietà organolettiche del prodotto.



    Questa procedura rende il prodotto finale sicuramente più stabile ma anche meno complesso.



    La birra artigianale contenendo particelle di lievito continua a fermentare anche una volta che è messa nelle bottiglie creando un prodotto dinamico. Infatti non è raro per una birra artigianale effettuare una degustazione verticale, ovvero pesa una specifica birra se ne degustano varie bottiglie a vari livelli di maturazione.



    In Italia negli ultimi 10 anni sono nati molti birrifici artigianali che producono birra di qualità, infatti molto spesso rispetto ai loro concorrenti industriali questi birrifici usano degli ingredienti di qualità superiore. Non è raro poi che le birre siano caratterizzate da particolari ingredienti della zona del birrificio. Come ad esempio le castagne usate dal birrificio Amiata o la sapa del birrificio Barley.

    Twitter

    Ho già scritto un articolo riguardo il mio pensiero sulla strada che sta prendendo Facebook e sul perché mi sta facendo storcere un po il naso ultimamente. Ora però voglio parlare di un altro social su cui ho un account anche da prima di Facebook ma che è qui da noi è ancora poco conosciuto, mentre impazza negli USA.


    Twitter, il sito dei cinguettii.


    Twitter è 140 caratteri!


    Lo chiamano microblogging ed è come avere un blog personale ma siamo limitati a 140 caratteri per dire e fare di tutto. Si, perché grazie alle 1000 e 1 applicazione web che sono nate ora con Twitter ci si fa di tutto. Peccato solo che non abbia amici che lo usino.

    mercoledì 13 maggio 2009

    Falsi miti sulla birra

    Mi capita spesso di sentire dire frasi del tipo, vorrei una rossa doppio malto, questo non la sa spillare guarda quanto schiuma fa, io prendo una chiara che la birra amara non mi piace ecc

    Tutte frasi che non hanno il minimo senso, vediamo ora di capire il perché.

    Allora per prima cosa birra vuol dire tutto e nulla, già in due post vi ho parlato della differenza tra Lager, Ale e Lambic che differenziano le birre per il tipo di fermentazione, però la classificazione non si ferma certo qui, esistono tantissimi stili dei birra differenti; quindi quando bevete una birra tentate di capire che tipo state bevendo in modo da poter incominciare a distinguere i vari stili.

    Detto questo iniziamo a sfatare il primo mito, la birra doppio malto: questa dicitura è una classificazione che la legge italiana fa per motivi fiscali sulla birra e sta ad indicare una birra con gradazione non inferiore a 14,5 Gradi Plato, ovvero la quantità di zuccheri disciolti nel mosto. Non c'entra nulla la quantità di malto, o meglio c'entra la quantità di malto poiché più malto vuol dire più zuccheri ma doppia rispetto a che???? Manca completamente un riferimento, infatti una birra doppio malto potrebbe benissimo avere un decimo di malto in più di una che non lo è.

    Questo non la sa spillare guarda quanto schiuma fa: salvo eccezioni la birra va servita in un boccale (adatto allo stile) con il suo bel cappello di schiuma. Questo per due semplici motivi: la birra spesso contiene una notevole quantità di CO2, se è servita bene con la sua schiuma allora buona parte della CO2 viene liberata lasciando la birra più digeribile (si evita il fastidioso senso di gonfiore allo stomaco); la schiuma serve poi per proteggere la birra, evitarne un cambio termico (si mantiene fresca più a lungo) ed evitarne l'ossidazione.

    Prendo una chiara che la birra amara non mi piace: allora il colore della birra non c'entra nulla con l'amaro o con la gradazione alcolica. Il colore è dato dal tipo di malto usato. Una birra fatta con solo malto chiaro darà una birra chiara, mentre l'aggiunta di malti tostati o comunque più scuri darà un colore più scuro alla birra. La componente di amaro è data dal luppolo, il luppolo infatti si inserisce in due fasi della cotta del mosto per dare amaro ed aroma alla birra. La gradazione alcolica come già detto è data dalla quantità di zuccheri presenti nel mosto e da quanto questi fermentano, non c'erto dal loro colore. Sicuramente un uso di malti tostati daranno un sapore più amaro ma del tutto diverso dall'amaro del luppolo, sarà molto più simile a quello del caffè.

    Theremin

    Ecco uno strumento di cui ho sentito spesso il suono ma che non conoscevo: il Theremin.


    Il Theremin è il più antico strumento musicale elettronico ed ha la particolarità che si suona senza doverlo toccare.





    Ecco la descrizione del suo funzionamento presa da wikipedia:



    Il principio di funzionamento del theremin si basa sul principio fisico del battimento di due onde. L'intuizione del suo inventore sta nell'accoppiamento di due oscillatori elettronici che producono due onde alla medesima frequenza non udibili (maggiori di 20 kHz). Tali onde, opportunamente miscelate, in stato di quiete non producono nessun suono poiché vibrano alla stessa frequenza. Il nocciolo del funzionamento di questo strumento, che ne determina anche la peculiarità esecutiva, sta nel fatto che collegando un'antenna al condensatore di uno dei due oscillatori si riesce a variarne la capacità e quindi, essendo la frequenza prodotta funzione della suddetta capacità, è possibile variare la frequenza di uno solo dei due oscillatori semplicemente avvicinando o allontanando la mano dall'antenna. Lo slittamento di frequenza così creato produce, dopo la miscelazione dei due segnali, una terza onda elettrica che è pari alla differenza di frequenza delle due (noto tra i musicisti anche come principio del terzo suono).

    Progettando opportunamente i due oscillatori si riesce a fare in modo che lo slittamento di frequenza dovuto all'antenna rimanga all'interno dello spettro sonoro udibile (20 Hz - 20 kHz), per cui il battimento sarà un'onda di altezza variabile tra 20 Hz e 20 kHz, a seconda della posizione della mano rispetto all'antenna. La frequenza di battimento così prodotta viene introdotta direttamente in un altoparlante o in un sistema di amplificazione del suono a seconda del modello dello strumento. Nello strumento perfezionato per l'esecuzione è presente un secondo stadio elettronico analogo al primo in cui la frequenza di battito, generata con il medesimo principio, viene convertita in una tensione proporzionale a essa; il suono prodotto dal primo stadio viene quindi attenuato proporzionalmente a questa tensione onde rendere lo strumento dinamico permettendo all'esecutore di variarne l'intensità avvicinando l'altra mano a un'altra antenna.

    L'antenna del volume è solitamente posta sulla sinistra dell'esecutore ed è un anello orizzontale, mentre l'antenna del pitch (l'altezza della nota) è posta sulla destra dell'esecutore ed è solitamente uno stilo verticale. Lo strumento viene quindi tarato affinché la mano vicina all'antenna dell'intensità azzeri completamente il volume. Questo fa sì che per suonare una nota sia necessario avvicinare la mano sinistra all'antenna dell'intensità e regolare l'altezza dell'esecuzione con la mano destra in modo che, sviluppando l'abilità necessaria, diventi possibile effettuare un fraseggio musicale completo, staccati, appoggiati, crescendo, vibrato ecc..

    Negli strumenti più evoluti fabbricati nel corso degli anni sono presenti delle regolazioni che permettono di variare la sensibilità delle antenne in modo da permettere di ottenere una dinamica più o meno estesa nonché di variare l'estensione dello strumento. Sono inoltre presenti delle regolazioni che variano le forme delle onde generatrici consentendo quindi di variare anche notevolmente il timbro dello strumento.

    lunedì 11 maggio 2009

    Lager vs Ale

    Qualche post fa avevo parlato di lambic, ovvero birra a fermentazione spontanea, ora invece vediamo gli altri tipi di fermentazione della birra che si differenziano dal tipo di lievito usato.


    Saccharomyces cerevisiae
    Questo tipo di lievito è usato per la birra ad alta fermentazione chiamata Ale. Si dice alta fermentazione per via del fatto che durante questa i lieviti salgono in superficie. Le temperature alle quali avviene il processo sono piuttosto alte e vanno dai 15 °C ai 25 °C e in alcuni casi anche oltre, per questo motivo la fermentazione è piuttosto rapida.
    La maggior parte delle Ale sono birre complesse con bouchet aromatico consistente e risultano meno beverine delle sorelle Lager.


    Saccharomyces carlsbergensis
    Questo tipo di lievito è usato per la birra a bassa fermentazione chiamata Lager. Si dice bassa fermentazione per via del fatto che i lieviti si depositano sul fondo durante la fermentazione. Le temperature si assestano sugli 8 °C.
    La lager sono birre meno complesse, più limpide e molto beverine, per questo la quasi totalità delle birre industriali sono di questo tipo.

    sabato 9 maggio 2009

    Facebook

    Qualche tempo fa era prassi sentirsi orgogliosi se durante una serata si era riusciti a prendere il numero di cellulare di qualcuna/qualcuno, ieri invece girando per il centro di Roma ho sento nuovamente la nuova versione, dove una tipa chiede al lui di turno: "Ei ma tu ce l'hai Facebook?" a cui segue la ormai troppo scontata risposta: "Si, dammi il tuo contatto". Orami Facebook impazza qui da noi, ma il mio entusiasmo iniziale è stato frenato proprio da questa impazzata, visto che è diventato una fogna di contenuti.


    Entrare su Facebook per me è diventato pulire la home page di tutti i risultati dei stupidi test, di cui me ne frega poco o nulla. Purtroppo poi non posso filtrare gli altri contenuti che vorrei ignorare, tipo i diecimila link di altrettanti gruppi inutili.


    La principali funzioni di Facebook che apparentemente trovavo utili sono diventate odiose per via dell'abuso che gli utenti ne hanno fatto. La possibilità di condividere qualche cosa è comoda se trovo qualche cosa che ritengo sia interessante, invece è diventato un condividi tutto quello che ti arriva, tutti i gruppi a cui ti sei iscritto, tutti i video stupidi che ti sono stati passati ecc


    Le funzioni basilari su cui è nato Facebook e come queste erano presentate, ovvero ciò che rendeva questo social diverso, come i messaggi di stato, i video personali e le foto, tutte presentate in una home che data una visione di cosa succedeva agli amici è andata persa nel tempo (e non dite che il problema è della nuova interfaccia) ora il più delle volte la home è piana di spam.


    Per non parlare delle catene di Sant. Antonio che si sono diffuse pure su Facebook, che attirano utenti con cose del tipo Invita 10 amici ad iscriversi a questo gruppo e riceverai una ricarica sul tuo cellulare.


    Si potrà mai tornare ad un uso più moderato di tale piattaforma? Quasi quasi rimpiango l'anno in cui non avevo nessun amico su Facebook perché se lo facevi vedere in giro ti dicevano: Ma non è in italiano? E poi a che serve?

    giovedì 7 maggio 2009

    Una Stringa Magica


    Oggi navigando per la rete sono capitato su un sito che segnava una stringa magica per il famoso motore di ricerca Google.


    La stringa da inserire su Goggle è questa "band" last modified mp3 "index of" -html -htm -php -asp dove al posto di band sempre tra virgolette potete inserire il nome di un cantante o di una band musicale.


    I risultati che otterrete sono sorprendenti.

    dot.tk

    .tk è il dominio di primo livello assegnato al Tokelau.

    Il Tokelau è un territorio della Nuova Zelanda costituito da tre atolli corallini tropicali. Il paese, essendo una piccola isola senza bisogno di molti siti ha liberalizzato il dominio .tk, infatti, andando sul sito www.dot.tk è possibile assegnare un dominio di primo livello .tk a un nostro sito. Utile per aggirare il problema del dominio di terzo livello che viene dato a disposizione con gli spazi web gratuiti.


    Io ad esempio ho appena assegnato il dominio maciscriveromai.tk a questo blog.


    Ma perché il Tokelau ha liberalizzato il proprio dominio nazionale?
    Primo per farsi pubblicità secondo perché offre dei servizi aggiuntivi a pagamento, i ricavati sono poi usati direttamente per contribuire a migliorare i servizi sull'isola.

    martedì 5 maggio 2009

    The No1 Ladies' Detective Agency




    Oggi voglio parlare di una serie tv un po particolare, che mi ha fatto innamorare di un paese: il Botswana.
    The No1 Ladies' Detective Agency è ispirato ad una serie di romanzi di Alexander McCall Smith che ha come protagonista Mma Ramotswe, titolare dell'unica agenzia di investigazioni del Botswana. La serie cooprodotta dalla BBC (Inghilterra) e da HBO (Stati Uniti) è composta da un lungometraggio e da sei puntate.




    Mma Ramotswe alla morte del padre riceve una bella eredità che usa per mettere in piedi un'agenzia investigativa a Gaborone, la capitale del Botswana. Inizialmente tutti vedono la nuova attività come insolita e alquanto fuori posto ma piano piano fa breccia nel cuore città e si espande grazie all'aiuto della segretaria/assistant detective Mma Grace Makutsi e del più bravo meccanico del paese Mr. JLB Matekoni che, per amore, è sempre pronto a dare una mano.


    I casi da risolvere spaziano dai classici problemi di cuore ai rapimenti, ma la vera anima della serie non è l'investigazione ma i personaggi e i luoghi. E' veramente facile farsi prendere dalla bellezza delle immagini e desiderare di essere lì sulla veranda della No1 Ladies' Detective Agency a bere una tazza di tea rosso.

    Lambic questo sconosciuto


    o meglio sconosciuto ai più ma sicuramente una parola che scalda per chi lo ama.

    Solo recentemente ho provato questa bevanda ma vediamo di capire di cosa si tratta.

    Il lambic è un tipo di birra, anzi i suoi estimatori diranno che è LA BIRRA. Perché tanta presunzione? Per come si fa. O meglio per come si fa nella sua versione più tradizionale, visto che riprende il metodo antico di fare la birra.

    Ogni anno si producono 400.000 hl di lambic ma solo 5.000 di questi sono fatti con il metodo tradizonale che ora andrò a raccontarvi.
    Generalmente la birra è fatta con acqua, orzo e luppolo che si usano per comporre il mosto. Questo viene raffreddato abbastanza velocemente e solo quando ha raggiunto una temperatura consona viene inoculato il lievito, a seconda del tipo di lievito si avrà una bassa fermentazione o un'alta fermentazione.

    Per fare il lambic invece, oltre ad usare del frumento non maltato, non si inocula direttamente nessun lievito all'interno del mosto facendolo fermenate in maniera spontanea.

    Come è possibile tutto ciò?

    Il lambic tradizionale viene prodotto in Belgio, più precisamente nella ristretta zona attraversata dal fiume Zenne denominata Pajottenland, che si estende per un raggio di 20 - 30 km a sud-ovest di Bruxelles, ed è proprio all'aria di questa zona che si deve il "miracolo". Il mosto una volta che ha finito la cottura viene messo in delle vasche larghe e poco profonde (in modo tale da fornire un'ampia superfice di contatto con l'aria) nel sottotetto della birreria dove grazie alle feritoie presenti si ottiene una buona ventilazione. Durante questa esposizione il mosto viene a contatto con i microrganismi presenti con l'aria che "infettando" la birra ne permetteranno la successva fermentazione.
    La fermentazione dura a lungo, durante la quale si sviluppano diversi batteri che danno carattere alla birra.

    Generalmente il lambic non è mai bevuto "puro" ma viene creata una miscela a base di diversi lambic di diverse maturazioni; ad esempio la gueuze si ottiene dalla rifermentazione in bottiglia di miscele di lambic giovani, per permettere la rifermentazione, ed invecchiate.
    Le proporzioni usate dei lambic di diversa età sono diverse da una birreria all'altra.

    Ecco alcune combinazioni:
    • 50% un anno, 25% due anni, 25% tre anni;
    • 70% lambic giovane (1 anno) e 1/3 lambic invecchiata (due -tre anni);
    • 95% lambic di 2 anni e 5% lambic che ha fermentato solo per qualche settimana.

    Il prodotto finito è caratterizzato da un'acidità avvertibile, un aroma intensamente fruttato ed un gusto secco per la quantità minima di zuccheri residui.

    Esistono poi delle varianti di lambic Kriek e Frambiose in cui nel primo si aggiungono cicliege acide mentre nel secono lamponi.

    Spero di avervi fatto nascere un po di curiosità, ma poi qualcuno lo leggerà mai sto blog????

    lunedì 4 maggio 2009

    Un inizio

    Eccomi ad aprire un blog, dove già non so se ci scriverò mai qualche cosa.

    Gli aggiornamenti saranno casuali e senza senso, come questo primo post.

    Chi sa se avrà mai un visitatore?