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    martedì 15 febbraio 2011

    Degustazione Bad Attitude e birre homebrewed

    Con molto ritardo finalmente ho stappato le birre ricevute da Bat Attitude per la tasting room.

    Ieri è stata indetta una riunione degli AD (alcolisti dichiarati) non al nostro solito pub, il mitico Birrifugio, ma al birrificio Bat (ndr: casa mia) per provare le birre di Bad Attitude e le ultime cotte di Bat.


    Siamo partiti subito con la Hipster.


    Buona in bocca, si sente la speziatura.
    Il problema sta nella definizione. Sull'etichetta c'è scritto Organic Pilsner Wine.
    Dopo l'assaggio la domanda è stata pilsner???????????
    Il wine la fa da padrone.

    Influenzato dalla parola pilsner mi sarei aspettato un po' più di amaro a lottare contro il 7.62% di alcool.
    Alcool che si sente tutto.

    La Rudolph invece nonostante sia più alcolica, 8.34%, lo nasconde meglio senza però togliere il senso di calore che è ben dichiarato in etichetta: stile winter warmer.

    Ottenuto grazie alla combinazione di ginepro, zenzero e cannella. Personalmente ho riconosciute le singole spezie ma l'effetto generale è più che piacevole. In bocca si sente anche un bell'amaro che a me non dispiace mai. Quindi non la solita birra invernale troppo dolciona che ti sembra di ciucciare una caramella mou. Per me la più apprezzata delle due.


    Dopo le due degustazioni di birre fatte da chi sa fare la birra abbiamo stappato due bottiglie a cui non davamo nessuna speranza.

    La prima era una birra fatta ad un farmer market allo stand di Birra del Borgo, insieme a Leonardo Di Vincenzo. Una birra che è stata un'avventura. Leonardo aveva portato il suo impiantino (che usa, con molta fantasia, ancora oggi in birrificio) con cui fare una cotta dimostrativa e spiegare ai curiosi che si fermavano allo stand, il processo di produzione della birra.
    Partiamo a scaldare l'acqua e scopriamo con nostra sorpresa che la sonda di temperatura era andata e non dava input al termostato. Con un po' di ingegno alla MacGyver bypassiamo il termostato e accendiamo a mano le resistenze per scaldare l'acqua.

    Risultato: un ammostamento fatto a dito (nel senso che immergevamo il dito per sentire quanto era calda l'acqua).

    Dopo la bollitura mille mila problemi per raffreddare il mosto (abbiamo dovuto trasportare tutta la powerella con il mosto a 100 gradi vicino ad un fontanone) risultato: inoculazione del lievito a più di 30 gradi.

    Risultato finale: la birra alla fragola!!!!!!!

    Per concludere abbiamo stappato la Bat Darkness,  la mia prima oatmeal stout. Non nutrivo molte speranze neanche per birra. Invece sorpresa finale è bevibile!!!!
    Manca un po' di alcool ma il risultato credo che sia un buon punto di partenza.